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★•.•´¯`•ღ Simosa's little world ღ•´¯`•.•★

...

Monday killin' me

 
Ormai lo sanno tutti. Io odio il Lunedì. Detesto il Lunedì.
Tanto per cominciare, odio svegliarmi presto. Mi sveglio presto tutti i giorni, ma il lunedì sembra sempre che la sveglia suoni prima, troppo presto. E poi il trillo della sveglia è ancora più fastidioso del fatto che disturba il mio sonno. Devo ricordarmi di cambiarlo. Devo ricordarmi di ricordarmi di cambiarlo, un giorno o l'altro. Ok, sto divagando.
La seconda cosa che odio di più del lunedì è scoprire che, dal momento in cui ho spento la sveglia in uno scatto d'ira, al momento in cui apro gli occhi, è passata più di mezz'ora, quindi sono in ritardo. Odio essere in ritardo. Odio essere in ritardo il lunedì. Già, perchè se sei in ritardo il lunedì, è dimostrato che lo sarai tutta la settimana. Accumulerò così tanto ritardo che dovrò recuperare restando a lavoro più del dovuto. Domani mi sveglierò presto. Lo giuro.
Una'altra cosa che odio del lunedì è perdere per un millisecondo la metro delle 8:10, scoprire prendendo quella dopo che non c'è aria condizionata, che le scarpe che ho ai piedi mi fanno già male e che la batteria del lettore mp3 è scarica. Così, dopo aver realizzato che dovrò sentire tutto il tempo i discorsi della gente in metropolitana, rassegnata, penso alla mia giornata di lavoro.
  Lavoro. Ecco un'altra cosa che odio del lunedì. Detesto stare tutto il giorno a ciondolare, perchè è questo il mio lavoro, ciondolare. C'è gente che pagherebbe per stare al posto mio. Io pagherei questo qualcuno per sostituirmi, infilerei un paio di scarpe comode e un vestito fresco e mi tufferei in un mare di shopping consolatore. Immersione totale in un centro commerciale, pieno di negozi di borse e di scarpe. Si, il paese dei balocchi dello shopping, pieno di profumerie, pieno di vestiti... pieno di schifezze da mangiare che aspettano solo una giovane ragazza da consolare con il loro alto contenuto di grassi e colesterolo. Cosa darei per girare tra le vetrine e i saldi con una coca cola in mano, dopo aver mangiato con soddisfazione qualche schifezza del Mc Donald's! Al diavolo la dieta, al diavolo le calorie, al diavolo la salute. Come se poi ne avessi una! E poi, non c'è da deprimersi perchè in un centro commerciale trovi tutto! E io riuscirei comunque a trovare un vestito extra small in cui entrare. O forse no. C'è un Mc D. dove lavoro io. Ma comprare patatine e coca cola lì non è la stessa cosa.
Peccato che sia lunedì e io non posso andare a fare shopping perchè punto primo: devo preservare il mio impressionante gruzzolo, punto secondo: devo andare a lavoro. E ormai si sa, io odio andare a lavoro, soprattutto di lunedì.
  Ma non sarebbe tutto così tragico. La sveglia, il ritardo, la metro, le corse per non rendere il mio ritardo esponenziale... sarebbe tutto sopportabile se... 
Ma quand'è che sono diventata così ritardataria? Quand'è successo che ho cominciato ad odiare il computer? Quand'è che sono diventata così squagliata?
Non perdiamo di vista il punto. (Da quanto tempo non mi piace più quello che faccio?)
  Il punto è che il solo pensiero che sia lunedì mi fa venire le bolle, il prurito, l'allergia. Perchè nel luogo dove lavoro sembra che il tempo non passi mai. Appena entri nell'ascensore (detto anche "il portale") per arrivare al tuo piano (il mio è il diciassettesimo, ovviamente), hai come l'impressione di passare in un'altra dimensione. Credo che tutti i piani di quel grattacielo siano dimensioni parallele. A me è toccata quella dove il tempo non passa mai. Che sfiga! Poteva capitarmi quella dove il tempo passa in fretta, o quella dove si cammina a testa in giù. Ma che dico, non è mica il paese delle meraviglie, e io non sono Alice. Però..quasi quasi domani mi faccio un giretto al trentaquattresimo piano, quello buio e deserto, magari scopro che si può tornare indietro nel tempo. Mi basterebbe tornare indietro di un paio di settimane, forse tre. Metterei a posto un po' di cosette, giusto per un po' di rivincita. E rimedierei a qualche guaio fatto. Più di qualche. Forse una dozzina.
  Il lunedì mi uccide. Si prende tutto l'entusiasmo che dovrei avere per gli altri giorni della settimana che restano. Cavolo, ne restano ancora quattro. Come farò a sopravvivere? Ok, sto esagerando. Non è poi così tragica. C'è sempre internet! Posso andare su qualche sito di quiz strani o divertenti. Meglio però se evito i quiz di intelligenza, quelli non li faccio per evitare spiacevoli rivelazioni sul mio Q.I.. Ed eviterei anche questionari come quello che ho beccato venerdì: "Dieci modi per farsi lasciare".
Ho scoperto che ho fatto tutte e dieci le cose che non si dovrebbero fare. Forse anche qualcuna in più. Ok, non è tutta colpa mia. Forse è colpa del tempo. Forse è colpa dello stramaledetto lunedì. In ogni caso preparerò una catena di sant'Antonio via email per non far pubblicare più questi stupidi quiz. Non dicono la verità! Non è che se ti metti biancheria di pizzo, fingi interesse per il suo lavoro e cucini cenette salutari e dietetiche allora lui non ti lascerà. Beh, forse la biancheria di pizzo aiuta. Ma diamine, ci sono tante altre cose che tengono in piedi un rapporto. La disinformazione va punita! Sarà la mia missione del lunedì. Informerò tutti sui falsi principi su cui si fondano questi questionari. E manderò una mail a tutte le donne single e non che conosco per metterle in guardia. E mi sa anche a quella collega che deve sposarsi e sta da un mese a scegliere i segnaposto per la cerimonia. E il colore delle pareti della casa nuova. E le bomboniere. E il vestito da sposa. E il trucco. E il ristorante. E il menu del pranzo. E...
Forse il matrimonio uccide più del lunedì. Io non mi sposerò mai di lunedì. Beh, forse non mi sposerò mai.
  Ma non è importante. L'importante è superare con dignità le prime otto ore di lavoro della settimana. Testa alta e aria da persona intelligente. Contegno. Serietà. Posso sempre fingere di capire di cosa stanno parlando i miei colleghi. E se proprio mi sento mancare l'aria, posso sempre chiudermi in bagno per un tempo indefinito. Non possono impedirmi di andare in bagno. Insomma andare in bagno è concesso anche ai nuovi arrivati. E posso sempre scendere giù da Francesca a spaventare i nuovi corsisti. E posso fare pensieri consolatori. Posso pensare a cosa farò quando questa giornata sarà finita. Posso pensare a come sarà bello crogiolarmi nell'autocommiserazione mentre guardo "Extreme Makeover" su Fox, in compagnia di una pizza formato famiglia super farcita e di una coca cola. La mia vita non può essere peggio di quella dei protagonisti di "Extreme Makeover". Ma in Italia non facevano un programma simile, dove donne brutte, grasse e scontente diventavano degli schianti? Mi informerò domani su internet. Parteciperò anche io a quel programma, diventerò bellssima e finalmente a lavoro quando farò una domanda mi staranno a sentire a faranno a gara a chi risponderà per primo. Imparerò tutto quello che c'è da sapere. Diventerò bravissima. E così comincerà la mia brillante carriera. Già li vedo i titoli sui giornali e le interviste: "Simona, spiegaci il segreto del tuo successo!", "Simona, parlaci di quando eri alle prime armi", "Simona, quale consiglio daresti ai giovani stagisti d'oggi?". E io risponderei: "Il mio segreto era affrontare con determinazione il lavoro sin dal lunedì. Prendere di petto questo giorno, con coraggio. Ricordo quando ero agli inizi...".
  Squilla il telefono. Non è lui. Perchè dovrebbe chiamarmi poi? Illusa. 
Dicevo? Ah si... Pensavo che nessuno mai mi intervisterà, chiedendomi del mio successo. Ma solo perchè forse non esiste più quella trasmissione e io non potrò diventare uno schianto. Di conseguenza, continueranno a non darmi retta, a lavoro. Chissà poi perchè non c'è più quella trasmissione... Saranno stati sommersi da troppe richieste. 
E poi io non sono così brutta da dovermi rifare qualsiasi cosa. Forse qualcosina. Forse rinuncerò alla pizza formato famiglia domani sera. Mi toccherà anche cambiare programma, perchè "Extreme Makeover" lo trasmettono in America e non potrò chiamare per partecipare. Però non mi va di guardare un film drammatiromantico. Non ho abbastanza fazzolettini per tutta la settimana. E non posso sprecarli tutti per uno stupido film del lunedì. Forse è meglio andare semplicemente a letto presto. Così non sarò troppo in ritardo martedì.
  Il lunedì mi uccide, e ci riesce già dalla domenica mattina.
Io odio il lunedì.   
 
 
 

Per ricordarmi di te - Sergio Cammariere


Per ricordarmi di te
Ombre trafiggono il mare
Come le stelle che cadono
E non si accendono più
Passa un cielo di nuvole
Mentre mi piove nell'anima
Sono stagioni che vanno lontano
E non tornano più
Per ricordarmi di te
Della tua bocca di Maggio
E' solo un gioco ma credimi
Non c'entra niente con te
Perché stanotte è la mia
E devo andare lontano
Ovunque il vento mi porterà
Voglio vedere che c'è.
Per ricordarmi di te
Sono salito su un treno
Ed ho pensato che un giorno magari
T'incontrerò
Senza più niente tra noi
Senza passare da dove sai
Quando i miei sogni saranno rimasti
Ormai dietro di me.
Per ricordarmi di te...
 
dall'album "Dalla pace del mare lontano" di Sergio Cammariere

Safari - Lorenzo Jovanotti

A te

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...
 
E anche questa è una delle canzoni che porterò in vacanza... insieme a Fango, altra stupenda, bellissima canzone..
 
Fango
 
Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo

sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall'alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l'unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l'odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo


io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l'appetito la sete l'evoluzione in atto
l'energia che si scatena in un contatto


io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango
 
  
  

My gift of silence - Blackfield

 
If I compiled all my crimes and my lies into amnesty
Would you come back to me?
The smile on my lips is a sign that I don't hear you leaving me
And I don't hear my own soul scream

I'll read your lips, watch your scarf play at your hips
And I know it's true
But I don't hear him call to you

Don't blame yourself
Don't change yourself
I just wanna be over you, see, if you'll love
Don't hate yourself

If I compiled all my crimes and my lies into amnesty
Would you come back to me?
The smile on my lips is a sign that I don't hear you leaving me
And I don't hear my own soul scream

Don't blame yourself
(don't blame yourself)
Don't change yourself
(don't change yourself)
I just wanna be over you, see, if you'll love
(don't hate yourself)
Don't hate yourself.
 
 
 
 
"My gift of silence" è inclusa nella colonna sonora del film "The fountain - L'albero della vita", diretto da Darren Aronofsky, il regista di "Requiem for a Dream".
 
 
 

Una lettera per noi

 
E io, proprio io che mi scoraggio per nulla, che mi faccio invadere dal pessimismo cosmico, che mi arrendo prima ancora di cominciare.. stavolta non ce la faccio. Non mi lascio scoraggiare, non cedo, stavolta. Passerà anche questa, io però devo andare avanti.
Sarà vero che quest'anno mi ha fatto bene, mi ha reso più forte, meno rinunciataria. Vedo troppo vicino il traguardo stavolta per arrendermi come al solito. Sarà per questo che stringo i denti senza lamentarmi delle cose che potevano andare meglio e, a testa (quasi) alta vado avanti.
Si, questo mese è stato alquanto faticoso, non solo per questioni "oggettive". La parte più difficile è stata controllare questo opprimente desiderio di mettermi ad urlare "basta!! fanculo tutti e lasciatemi in pace!!" fino a farmi mancare la voce.. Ma ho resistito. Non l'ho fatto, non ho urlato davanti alle difficoltà, davanti ai contrattempi, alle preoccupazioni, davanti alla paura di non riuscire neppure a fare questa cosa buona nella mia vita. Non ho ceduto, sono stata più forte io di questo sottofondo di ansia e di timore, di instabilità e confusione.
Ho continuato e continuo ancora a fare quello che devo.
E' dura, cavolo se lo è. E' dura resistere, fare scelte, rinunciare a quello che vorresti per continuare a fare quello che invece devi fare.. Ma lo faccio perchè una speranza è pur sempre qualcosa che ti fa andare avanti. Ed è in quella direzione che sto andando, avanti.
 
Sono venticinque anni che ho paura di buttarmi, venticinque! Tutta una vita a calcolare i dettagli, tutta una vita a pensare di poter avere il controllo. E tutto sommato non sta andando affatto bene. Non ho il controllo. Non controllo i sentimenti, non controllo il tempo, non controllo assolutamente niente di niente. Ma la cosa più importante, il punto fondamentale è che sono debole e umana. E come tutti gli umani di questa terra ho anche io i periodi in cui mi girano e voglio stare per fatti miei. Questo è un periodo in cui "i fatti miei" stanno occupando la gran parte delle mie giornate, qualche volta anche la notte. Non significa essere asociale o sociopatica o com'era? ah si, disadattata.
Significa solo che ho paura e sono stanca, davvero stanca di vedere la vita degli altri migliore della mia e non voglio nessuno attorno che mi faccia sentire un fallimento.
E mentre qualcuno si sposa, qualcun altro si laurea, qualcuno trova il lavoro ideale, qualcuno ha grandi progetti... io mi sento tanto un pesce fuor d'acqua e resto sempre in silenzio, a cercare di capire cosa cazzo fare di me e del mio futuro. Allora preferisco restare senza un metro di paragone, a pensare che la mia vita va bene così, che in fondo e senza dirlo a nessuno sto combinando qualcosa di buono, senza preoccuparmi di sembrare uno sbaglio. Ed è una colpa così grave? E' una cosa così deplorevole voler restare un po' tranquilli, senza aprirsi agli altri? Senza mettersi in gioco, senza confrontarsi? Non lo so, può darsi che sfugga per l'ennesima volta ai giudizi. Ma è così che voglio stare, un po' per conto mio. E poi..Chi vorrebbe mostrarsi debole agli occhi degli altri? Lo fai solo se di una persona ti fidi, perchè speri non ti giudichi, perchè speri che alla fine non ti giudichi. E solo con te non mi sento così. E mi dispiace che tu non abbia capito quanto sono spaventata, e nonostante questo, quanto mi sto impegnando per non mollare, per riuscirci, almeno stavolta e sbandierare anche io la mia vittoria.
 
Non riesco a fingere di stare bene con gli altri, perchè di fondo sto combattendo la mia battaglia e non sto in pace. Mi dispiace. Tornerei a casa e come è già successo ti saluterei dicendoti "è stata una bella serata" e appena sola mi metterei a piangere, a pensare al tempo perso, a quello che ho buttato, alle cose che nella mia vita non accadranno mai. E io sono così, sono pessimista, mi basta un niente perchè la malinconia mi prenda di nuovo. E quado gli altri mi spingono a guardarmi dentro, ecco che parte il pessimismo e la rinuncia. E ho una speranza nel cuore, un sogno troppo importante per poter mollare tutto adesso solo per la mia stramaledetta insicurezza. Non posso, non devo, porca miseria!
 
Che ne so se alla fine andrà bene, se ci riuscirò. So solo che ci devo provare, perchè non voglio mettere anche questa cosa nel cassetto delle cose inziate e poi abbandonate. Un altro sogno svanito, un'altra stella candente senza desiderio.
E se non va, pazienza, avrò un rimpianto in meno e uno sbaglio in più su cui inciampare, cadere e rialzarmi poi un po' più forte.
 
Sto cercando di migliorare la mia vita, di costruire qualcosa di veramente importante sulla scia di un sogno nato nel giorno del mio compleanno scorso, quello di ricominciare creandomi una nuova vita fatta di obiettivi raggiunti. E tu hai fatto parte di questo progetto, che tu ci creda o no. 
E un giorno, con il tempo, ci sarà spazio per gli amici. Amici solo miei, non amici tuoi. Amici miei! C'è un tempo per ogni cosa, ora non è il tempo giusto per gli amici. Ora è il tempo di prendermi un po' di sane e ricche soddisfazioni se ci riesco. E di volermi un po' più di bene, sempre se riesco. 
 
 
 
"Io ti chiedo di stare con me perché la mia vita in questo momento è veramente meravigliosa, ma con te lo sarebbe ancora di più. Se senza di te vivessi una vita squallida, vuota misera, non avrebbe alcun valore rinunciarci per te. Che valore avresti tu se fossi l’alternativa al nulla, al vuoto, alla tristezza? Più una persona sta bene da sola, e più acquista valore la persona con cui decide di stare. Spero tu possa capire quello che cerco di dirti. Io sto bene da solo ma da quando ti ho incontrato è come se in ogni parola che dico nella mia vita ci fosse una lettera del tuo nome, perché alla fine di ogni discorso compari sempre tu. Ho imparato ad amarmi. E visto che stando insieme a te ti donerò me stesso, cercherò di rendere il mio regalo più bello possibile, ogni giorno. Mi costringerai ad essere attento. Degno dell’amore che provo per te. Come potrei convincerti che saprei amarti se non sapessi amare me stesso? Come potrei renderti felice se non potessi rendere felice me stesso?"
Da "E' una vita che ti aspetto" di Fabio Volo
  
 
 
 
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